Illegittima la sospensione della infermiera ‘no vax’ che è in aspettativa

Cancellato il provvedimento con cui era stato deciso anche lo stop alla retribuzione

Illegittima la sospensione della infermiera ‘no vax’ che è in aspettativa

Illegittimo sospendere dal servizio e, quindi, dalla retribuzione la lavoratrice che, pur non essendosi sottoposta al ciclo vaccinale anti Covid, è collocata in aspettativa retribuita per un biennio grazie alla ‘legge 104’. I giudici hanno dato ragione, nella vicenda in esame, a un’infermiera nella battaglia contro l’Azienda sanitaria sua datrice di lavoro. Illegittimo, in sostanza, il provvedimento con cui, alla luce della normativa che impone l’obbligo vaccinale al personale sanitario, è stata sospesa la lavoratrice. Ciò perché, osservano i giudici, la sospensione presuppone, al momento della sua adozione, lo svolgimento in concreto delle prestazioni professionali da parte del soggetto che astrattamente rientra tra i soggetti destinatari dell’obbligo vaccinale imposto dallo Stato nella lotta contro la pandemia causata dalla diffusione del Covid-19. In questo caso, invece, si è appurato che l’infermiera era già non in servizio, grazie alla aspettativa concessale dall’Azienda per un biennio. (Sentenza del 26 novembre 2021 del Tribunale di Milano)